Endecasillabo

di Antonio Luca Siliotto

Solidiversi di Antonio Luca Siliotto

L'endecasillabo è il mattone più importante dalla poesia in metrica italiana.

E' stato largamente usato da poeti del calibro di Dante Alighieri e Francesco Petrarca. Inoltre è il verso del sonetto.


Anche se il nome "endecasillabo" (plurale: "endecasillabi") potrebbe far pensare che sia caratterizzato dall'essere formato da undici sillabe, in realtà non è sempre così.
Infatti la caratteristica peculiare degli endecasillabi è quella di avere l'accento principale sulla decima sillaba metrica. E il numero di sillabe totali, non è sempre uguale. Per spiegarlo in un modo che sia semplice da comprendere anche dai non addetti ai lavori, possiamo distinguere fra:

  1. Endecasillabo piano: le sillabe saranno undici (l'ultima parola è accentata sulla penultima sillaba)
  2. Endecasillabo tronco: le sillabe sono dieci (l'ultima parola presenta l'accento sull'ultima sillaba)
  3. Endecasillabo sdrucciolo: le sillabe sono più di undici (nell'ultima parola l'accento è sulla terzultima sillaba)
  4. Endecasillabo estremo: le sillabe possono addirittura essere più di quindici (a seconda di dove cade l'accento sull'ultima parola, che in questo caso sarà sicuramente prima della terzultima sillaba)

Quando parliamo dell'accento dell'ultima parola, ci stiamo naturalmente riferendo al decimo accento dell'intero verso.
Esiste poi un'ulteriore distinzione fra:

  1. Endecasillabo a maiore: l'accento secondario cade sulla sesta sillaba (con un ulteriore accento sulla seconda o sulla terza)
  2. Endecasillabo a minore: l'accento secondario è sulla quarta sillaba (con l'altro accento sull'ottava o sulla settima)

Per meglio comprendere i concetti finora esposti, sarà forse utile un esempio. Si legga pertanto la seguente poesia in endecasillabo a minore di settima.